Live from Blob

mercoledì 7 novembre 2012

Der zorku:psiconauti, compositori e musicisti in un flusso di coscienza


by Fedro                      by Fedro                   by Fedro 

Der zorku. O, in altre parole, Davide Mannori e Oddone Bressan. Psiconauti innanzitutto, compositori e musicisti poi. Architetti di paesaggi sonori in un contesto che va relegando la paesaggistica a mero abbellimento. Costrizione dalla quale tuttavia Der Zorku si tiene alla larga.Lo Zorku è un entità; un flusso di coscienza. O meglio, un flusso d’incoscienza. Un viaggio tra le sfere celesti del nostro immaginario sopito, l’antitesi alla veglia, un sonno popolato di visioni multiformi, lo Zorku si posiziona nella zona franca dove i demoni di Fussli incontrano il climax della colonna sonora di un film distopico . Un entità dove l’overdrive delle chitarre grida rincorrendo i fraseggi di un piano posato, dai tratti marcatamente jazzy, lontano dalle sperimentazioni progressive che oramai suonano così obsolete e costruite. E cosi ci vengono raccontati aneddoti multiformi, ogni ascoltatore diventa per un attimo direttore d’orchestra; le dinamiche, le sonorità, le strutture stesse, tutto sembra dipendere dall’interpretazione, dallo stato d’animo, dal significato mutevole della musica stessa nel nostro inconscio. Come dire, non ci si può immergere mai due volte nello stesso brano. Forse, nel riconoscere un prodotto ben composto, ben strutturato e maturo nel suo insieme, soffro tuttavia di una sola manchevolezza; la voce. Supponendo che si tratti di una scelta, la sua assenza non turba affatto il risultato del lavoro. Si tratta piuttosto di curiosità: la curiosità di sentir delle parole, un canto, o perché no, anche solo nenie primordiali, chiacchiere di vecchi al bar, a chiudere il cerchio di una musica così cangiante. Questa curiosità m’è rimasta. 
Panta rei, Der Zorku  
                                                                                                        
"Der Zorku "nasce da un esperimento del Dr Forku , moderno alchimista sonoro, il quale come Paracelso con l’homunculus, ha dato vita a due mostriciattoli, Davide Mannori e Oddone Bressan, che uniti danno vita all’entità Der Zorku.  I due esseri creati già con indole surrealista, appassionati alla musica jazz e rock fin dall’infanzia, iniziano a frequentare diversi ed eterogenei ambienti musicali e nel 1997 danno vita al progetto Dadaista, per chitarra e miniworkstation Roland, Van Gogh sul vagone, registrato artigianalmente in uno stanzino su musicassetta. I percorsi personali nel corso degli anni, portano i due a concepire nuovi sistemi di composizione attraverso la conoscenza di alcune forme “alchemiche” . la composizione musicale diventa così una porta attraverso la quale emergono forme di coscienza più sottili definite “extravision”. Nasce così il progetto Der Zorku ,nome suggerito dal progetto stesso.La caratteristica comune a tutte le composizioni è la critica radicale alla razionalità cosciente, e la liberazione delle potenzialità immaginative dell'inconscio per il raggiungimento di uno stato conoscitivo "oltre" la realtà (sur-realtà) in cui veglia e sogno sono entrambe presenti e si conciliano in modo armonico e profondo, creando le music image from extravision.Per Tutte le composizioni Der Zorku,  usa il proprio sistema estatico creativo.Ora il progetto è quello di creare il collaborazione con una nostra amica straordinaria disegnatrice il personaggio fumettistico, Der Zorku e di unire la musica alle immagini, in un cartoon surrealista semianimato.




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