Live from Blob

mercoledì 14 novembre 2012

Le fresche atmosfere con analisi sociale di Fabio De Matteis - "Io non mi fido di questo mare"

Siamo in Novembre ma non appena faccio click su "Io Non Mi Fido Di Questo Mare" mi sembra di essere catapultato indietro di qualche mese, dritto dritto all'Estate da poco trascorsa. La canzone, che funge anche da title-track, è la prima delle 4  totali che compongono questo lavoro, dal nome appunto di  "Io Non Mi Fido Di Questo Mare", primo album da poco uscito del trentunenne cantautore foggiano Fabio De Matteis (all'anagrafe F. Specchiulli). 
Le atmosfere che il disco emana sono rilassate, dolci e leggere. Il sound e le emozioni suscitate sprigionano un'anima pop riconoscibile, e ben confezionata, che richiama inequivocabilmente Tiro Mancino, Max Gazzè e Cesare Cremonini su tutti. Parlavamo di Estate, è vero, ma il mare a cui Fabio De Matteis fa riferimento nella opening-track è piuttosto una metafora atta a rappresentare il senso d'impotenza che può pervadere l'animo umano; un mare la cui ambiguità tra la superficie e l'ignoto sotto di essa ci pone dinanzi alla scelta di "navigarlo oppure annegare" (cit. dall'autore) e in fondo tutto il disco sembra oscillare continuamente tra la "leggerezza" sonora e l'analisi sociale ed individuale dei testi, in una perenne compenetrazione dalla quale il risultato finale ne esce sicuramente arricchito e indubbiamente più interessante.. Le tracce che danno vita a "Io Non Mi Fido Di Questo Mare" scorrono piacevoli ed è come se creassero uno squarcio di spensieratezza (dove ovviamente non mancano gli spunti di riflessione) che sembra per un attimo voler placare le mie angosce quotidiane, tra i ritmi dal mood reggaeggiante di godibile orecchiabilità di "Na-Yesu", l'electro-pop della title-track (a metà strada fra ll Genio di "Pop Porno" e il Cremonini di "Dicono Di Me"), l'amore e il senso della vita nella ballad "Non Siamo Mica Adamo Ed Eva", e il dilemma sul ruolo sociale più giusto da interpretare, sulla faccia più adatta all'esposizione pubblica nel soft-rock di "Rimetto La Maschera",in cui la voce di DeMatteis sembra, a tratti, strizzare l'occhio a Sangiorgi dei Negramaro."Io Non Mi Fido Di Questo Mare", un lavoro cosciente la cui maturità risiede nella consapevolezza dei limiti strumentali ma non contenutistici che il pop cantautoriale impone, è stato missato al Jacuzi Studio di Milano da Max Lotti, masterizzato da Giovanni "Meniac" Nebbia al Ithil World Studio di Imperia, e vede la produzione artistica a cura di Dino Morabito e lo stesso Fabio De Matteis.
Rentboy '84 

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