Live from Blob

martedì 26 marzo 2013

La Zattera della Medusa: "Profezie e Simboli"


La toscana indipendente che si diletta con la sperimentazione

A cura di Nick Belane

Accingendomi a scrivere questa recensione il primo pensiero che si affaccia alla testa è:dove collocare il sound de "La Zattera della Medusa" ? In che filone musicale,sotto quale voce categorizzare la musica di questa caratteristica e interessante band che si affaccia nel variegato mondo degli emergenti? E dopo mille idee mille accostamenti, cercando di ridurre ai minimi termini le mie nozioni nel campo musicale, mi vengono in mente solo due concetti : sperimentali ed innovativi. Sia chiaro che probabilmente non saremo dinanzi ai nuovi Genesis o King Crimson ,ma di sicuro parliamo di una formazione realmente interessante nello, ahimè, stereotipato panorama rock di questo paese.

La Zattera della Medusa è un progetto che prende vita nell'estate del 2010 per volontà di Dario Tortelli e Marco Bongini che, reduci da un viaggio a Berlino, che evidentemente fornisce ai ragazzi l'ispirazione necessaria per questo sogno, decidono di dar vita alla band. Al duo (rispettivamente chitarra acustica e voce, synth, basso ) si unisce Edoardo Calvino (batteria) completando l'organico del gruppo. La band propone un sound inedito ,che lascia apprezzare contaminazioni che spaziano dall'indie rock al folk con tracce di una moderna psidechelia, ma che gode subito di un buon appeal grazie alle gradevoli schitarrate di Tortelli e la graffiante e a tratti lacerante voce di Bongini che, specie nei ritornelli urlati, esprime al massimo le sue velleità canore, il tutto accerchiato da una notevole sezione ritmica. Veramente interessanti tutte le proposte musicali della band ,vorrei solo citare la tracce che più hanno destato il mio interesse.


Il Massone di Vietri”,dove si apprezzano per bene le qualità compositive della band, gustoso ed enigmatico il testo e belli gli arrangiamenti, la traccia contiene un suggestivo intermezzo dove fanno capolino uno slide di basso elettrico e dei coretti vocali veramente riuscitissimi.L'omicidio di Rasputin", canzone strumentale che si apre con un arpeggio orientaleggiante, il quale racchiude tutto il misticismo della traccia stessa che è poi il preludio di un pezzo dall' energia dirompente. Celebrolese nuvolee “il colore dell'avena”, entrambe ballads veramente molto orecchiabili e ben fatte in grado di trasmettere vibrazioni positive all'ascoltatore.

Per chi gradisse un impatto "visivo" con la band su youtube si possono apprezzare anche gli sforzi in questo campo del trio; sono infatti presenti i video di "piùtrentasette www.youtube.com/watch?v=aMXpCHdpqnw "la canzone del cielo a scacchiwww.youtube.com/watch?v=-JgnrdU37t8



4 commenti:

  1. Grande Nick come sempre...

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  2. Grazie Mille Nick ci hai riempito di stimoli con questa recensione!
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